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Inviato da : sgobio ::: Sabato, 28 Febbraio 2004 - 21:20 ::: 972 Letture
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Radar e vino buono: una ricerca innovativa dell'Università della California utilizza il radar per rilevare l'umidità del terreno, per produrre un vitigno migliore. Da un articolo di Sarah Yang, Media Relations.
Berkeley (California) I produttori di vino sanno bene che l'umidità del terreno costituisce un aspetto molto importante per la crescita di un vitigno di qualità, ma il monitoraggio del terreno risulta difficile e costoso. Una ricerca innovativa condotta dall'Università della California, Berkeley, sta tendendo un aiuto tecnologico alla sottile arte di coltivare la vite che vede l'utilizzo di un radar capace di penetrare nel terreno, noto in America come GPR (Ground Penetrating Radar), per tracciare e rilevare l'umidità del terreno."Con questo sistema" - scrive il Professor Yoram Rubin dell'Università della California Berkeley Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale e che ha guidato la ricerca - "i viticoltori potrebbero affinare le strategie di irrigazione ed utilizzare l'acqua in modo piu' efficiente". Ciò comporterebbe di conseguenza un miglioramento della qualità dell'uva, riducendo sia energia che acqua, aspetto particolarmente importante in zone soggette a siccità.Questa tecnica, senza precedenti, costituirebbe anche un aspetto chiave per ridurre l'inquinamento agricolo. Poiché l'irrigazione può essere pianificata con questo sistema, stabilendo il dosaggio di acqua all'effettivo bisogno del vitigno; ciò eliminerebbe una eccessiva infiltrazione di acqua nelle vie acquifere.In passato, i ricercatori hanno testato le tecnologie nei vigneti delle contee di Napa e Sonoma in California, impiegando aspiratori per analizzare la superficie del terreno, inviando impulsi elettromagnetici fino a pochi metri nel terreno. Invece, i segnali del radar capace di penetrare nel terreno vengono analizzati per stabilire i livelli di umidità in diversi strati del terreno."E' ben noto, che una spinta dell'acqua moderata ha un impatto positivo sulla qualità della vite" ha detto Susan Hubbard, idrogeofisico presso il laboratorio nazionale "Lawrence Berkeley" e membro del gruppo di ricerca dell'Università Berkeley presso il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale. "Se l'irrigazione è troppo scarsa, la vite può venire stressata oltre i limiti ed il raccolto compromesso fatalmente. Dall'altro lato, una irrigazione eccessiva tende a favorire lo sviluppo di una vegetazione frondosa a scapito della maturazione dei chicchi e della qualità del frutto".Il delicato bilanciamento dell'umidità del terreno è importante per produrre chicchi piu' piccoli, che hanno una piu' alta proporzione polpa/buccia. Di conseguenza il frutto è piu' concentrato e la produzione di vino che ne deriverà sarà migliore. Pagina: 1/2Note: www.berkeley.edu/news/media/releases/2003/10/16_wine.shtml
www.coe.berkeley.edu/labnotes/1003/rubin.html
www.convivium2000.net/ita_05/vendemmia.htm
www.vinitaly.com/news_archivio.asp?id=539
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