Vino
Il vino e la grande distribuzione
I canali distributivi del vino sono fortemente correlati alla tipologia di consumo degli utenti.
Il consumatore privilegia canali distributivi diversi in base alla fascia qualitativa della sua scelta: se deve acquistare un vino per tutti i giorni, il punto vendita preferito sarà all'interno della grande distribuzione, se cerca un vino per le grandi occasioni si rivolgerà alle enoteche o a punti vendita qualificati.
In questo contesto, vedremo il vino da tavola accostarsi al resto della spesa giornaliera, nel carrello di un supermercato, mentre al contrario il vino di qualità , quello raro o pregiato sarà scelto e apprezzato solo all'interno di un'enoteca. Questo comportamento evidenzia la volontà di affidare a diversi soggetti (punti vendita) il ruolo di accreditamento della validità del rapporto qualità/prezzo che gli viene proposto.
In definitiva il consumatore identifica il suo prodotto in maniera pratica ed immediata: non in base alle sue caratteristiche intrinseche (certificazione, produttore ecc.), ma in base al prezzo ed al canale di acquisto. Questo, se all'apparenza può sembrare un deterrente per i produttori che volessero entrare con i vini di qualità nel settore della grande distribuzione organizzata (GDO), dovrebbe essere visto come un'inequivocabile indicazione di marketing, tanto che nessuna ricerca di mercato potrebbe dare risultati così tassativi; ovvero il produttore deve essere consapevole del posizionamento di mercato del suo prodotto, così da scegliere un mercato di massa che impone dei canali distributivi ed un rapporto qualità/prezzo conseguente, oppure un mercato di nicchia, con canali distributivi e rapporti qualità/prezzo del tutto differenti.
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