Giovedì, Settembre 09, 2010

Marketing

Il consumo di vino in Cina

Nel 2003 il mercato delle bevande alcoliche in Cina stimava 31,313 milioni di litri, con una crescita in volumi di consumo pari a 4,9 % rispetto all'anno precedente. Con l'ingresso della Cina nel WTO e la conseguente competitività sul mercato globale, i settori del vino, della birra e degli alcolici in genere si vanno consolidando sempre più.

Le vendite di vino rosso sono cresciute negli ultimi due anni, e questo fenomeno sembra orientarsi dinamicamente verso un aumento costante del consumo di vino. La crescita registrata nel 2003 è pari al 13,6%, mantenendo stabile un aumento di due punti percentuali sin dal 1998. Tale fenomeno è strettamente collegato al mutamento di abitudini legate al bere tra i consumatori cinesi. Oggi il vino in Cina è sempre più bevuto in occasioni speciali e durante le festività ed anche i presunti effetti positivi e benefici sulla salute, derivanti da un consumo moderato di vino, hanno contribuito a mantenerne stabile la crescita. Ciononostante, la produzione locale mantiene una posizione unica rispetto ai vini di importazione. Con i suoi 190.000 ettari vitati divisi tra i suoi maggiori produttori Great Wall, Dragon Seal, Changyu, Huadong e Lou Lan, la Cina è proiettata verso una crescita annua di produzione vitivinicola stimata tra il 12-15%, che sebbene non sia di qualità paragonabile ai vitigni della vecchia e bella Europa, continua comunque a migliorare, grazie anche al saper fare ed alla voglia di emergere dei cinesi. Il tasso alcolico dei vini cinesi è contenuto, come appunto il mercato richiede e naturalmente anche il prezzo.

Sul fronte della concorrenza, i distributori cinesi del vino d'importazione si stanno sforzando di promuovere la bevanda degli dei tra i giovani, che hanno maggiore potere di acquisto, specialmente i residenti delle grandi città come Guangzhou, Beijing e Shanghai dove sono numerosi i frequentatori di night clubs, ristoranti e bar. In tal senso, la Cina rappresenta un mercato emergente allettante a lungo termine, in altre parole è necessario saper guardare lontano per conquistare il mercato cinese e tutte le potenzialità che offre.

Note: Fonte Euromonitor International

 

L'Ungheria cresce nell'UE

Sebbene l'Ungheria abbia sofferto i postumi della Seconda Guerra Mondiale e del regime comunista, il XXI secolo si apre a questo paese con nuove prospettive.

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Don't cry for me ... Argentina!

Quando si sente parlare dell'Argentina, i richiami ad Evita, al tango, alla passione sono inevitabili... E' vero che l'Argentina è il secondo paese più grande per estensione del Sud America, ed è un paese dalle vaste risorse naturali. Dal punto di vista economico è anche un paese che nel 2002, grazie a misure governative tese a snellire e facilitare gli scambi commerciali, ha speso in importazioni 9 miliardi di dollari, e risulta essere un mercato potenziale di successo per il commercio internazionale.

 

 

Vi segnaliamo per approfondimenti due siti istituzionali:

Business Argentina: http://latinvestor.americaeconomia.com/country/argentina.htm

http://www.invertir.com

Note: Immagini da: http://www.sxc.hu

   

VINO: Ma dov'è finita l'etichetta!

Le tradizioni cui sono strettamente correlati non solo i vini italiani, ma anche quelli francesi, spagnoli, portoghesi e greci sembrano non avere piu' importanza, relegate a divenire valori persi nel tempo, dimenticati ed inutili. Il lungo lavoro nei campi dei nostri nonni e bisnonni, la tradizione millenaria dei nostri vini passa in secondo piano, si globalizza allineandosi con i nuovi vini emergenti.

La normativa europea, in vigore dallo scorso agosto 2003, prevede infatti l'introduzione di nuove direttive per l'etichettatura dei vini a partire da febbraio del 2004. Il riferimento alla tradizione del vino sarà possibile solo per quei vini che ne fanno menzione da almeno dieci anni. Ciò vuol dire che i vini italiani piu' protetti, doc e indicazione geografica ad alta protezione, si riducono ad un numero molto esiguo, tra cui il "Brunello di Montalcino", "Amarone", "Cannellino". Ma a ciò si aggiunge un altro pericolo. Stante le indicazioni della Commissione Europea, sarà sufficiente indicare sull'etichetta che il prodotto è conforme alle regole in vigore per i produttori di vino nel paese di origine. Ciò significa che ad esempio il termine "Brunello", diverso da "Brunello di Montalcino" rischia di essere utilizzato anche da altri produttori non europei, purchè riescano a dimostrare di aver rispettato i criteri imposti dalla commissione Europea.

   

Tailandia: il paese del sorriso

Il riso fa buon sangue, si sa. Ma si dice anche "il vino fa buon sangue"!

Tra il 1985 ed il 1995 la Tailandia è stato il paese che ha avuto una crescita economica più rapida, persino rispetto al Giappone ed alla Cina. La Tailandia è un paese abitato da gente industriosa, soprattutto nel settore della ristorazione, trasformazione di prodotti alimentari, frutti di mare e nell'industria tessile. Conoscere la Tailandia, paese esotico del sorriso e delle cene sotto le stelle, può aprire nuove vie e nuovi mercati da esplorare.

Riferimenti:

http://www.thaipro.com/thailand/people.shtml

http://www.theodora.com/wfb/thailand_economy.html

   

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