Ricerche e Analisi di Mercato
Vino, musica e poesia: etichetta in braille 2003
Sembra incredibile. L'ispezione visiva, la prima prova cui è sottoposto il vino nella degustazione da parte dell'assaggiatore professionista, può lasciare spazio agli altri SENSI: quello olfattivo, gustativo/tattile. Eppure incredibile non lo è affatto. Bisognerebbe pensare il vino come una forma d'arte, alla stregua della musica o della poesia. Quale migliore ascolto può avvenire ad occhi chiusi! E' quanto vuole dimostrare l'Associazione italiana sommelier di Piacenza (Italia), che su proposta dell'Unione Italiana Ciechi, ha aperto anche ai non vedenti il corso per sommelier. Oltre ad allargare le potenzialità dell'integrazione sociale, il Presidente della sezione regionale - Giovanni Derba - aggiunge: "La mancanza della vista non pregiudica in alcun modo l'assaggio dei vini, che anzi nel non vedente stimola una maggiore concentrazione del gusto e dell'olfatto". Come immediata e geniale conseguenza, l'Unione Italiana Ciechi di concerto con la Regione Lazio, Arsial e Coldiretti hanno presentato il progetto "Etichetta in Braille". Dal portale ansa già le prime notizie sui pionieri dell'iniziativa in Italia (Per un precedente nel mondo, vedi nostro articolo su Michel Chapoutier "Etichetta in braille 1997", pioniere già nel 1997).
http://www.ansa.it
