L'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) ha condotto una ricerca sulle "Risorse idriche e sviluppo agricolo: Produzioni agroalimentari del Mezzogiorno e competitività sui mercati internazionali" nell'ambito del Programma Operativo Multiregionale - studio sull'uso della risorsa idrica, sulle produzioni agricole irrigate e sulla loro redditività.
Il documento è stato pubblicato sul sito (http://www.inea.it) ed ha visto la partecipazione di membri dell'INEA, il Ministro del lavori pubblici e delle Politiche Agricole e Forestali, nonché diverse Università italiane.
Il tema è incentrato su una strategica e piu' efficiente gestione dell'acqua, alla luce dei vincoli e delle opportunità posti dalla nuova Politica Agricola Comunitaria. L'agricoltura irrigua piu' strettamente relazionata alla necessità di sfruttamento delle risorse idriche del paese nell'ambito di un uso razionale, mirato cioè al risparmio della risorsa idrica con l'utilizzo anche delle acque reflue. Dall'altro lato, l'agricoltura ha un ruolo particolarmente importante in merito alle esigenze di tutela ambientale, come risulta anche nel quadro dello Stato Italiano di concerto con la Commissione Europea, in particolarmente nelle Regioni del Mezzogiorno, piu' soggette a fenomeni di desertificazione.
Lo studio rappresenta un quadro completo della realtà del mezzogiorno e si concentra particolarmente sull'analisi degli scambi commerciali con l'estero dei principali prodotti alimentari, sulla evoluzione dell'industria alimentare e sullo studio delle prospettive offerte dalle politiche comunitarie. Estratto dal capitolo 2: Analisi delle principali filiere che interessano le regioni prese in esame. Sono trattati gli aspetti produttivi, commerciali, distributivi e le politiche di sostegno per i comparti dell'olio d'oliva, del tabacco, del vino e dell'ortofrutta, di cui si evidenziano i principali punti di forza e di debolezza, le opportunità della politica e del mercato. Le produzioni prese in considerazione sono quelle tipicamente mediterranee. E' emerso che la produzione agricola meridionale ha una notevole rilevanza nella produzione agricola italiana ed una forte potenzialità di sbocco sui mercati esteri. Il problema sta nelle gravi carenze strutturali della produzione industriale e come conseguenza ne deriva una scarsa capacità di valorizzazione commerciale delle loro produzioni. Dallo studio è emerso anche che i paesi europei in genere ed altri paesi sviluppati come gli Stati Uniti, il Giappone etc. sono diventati consumatori regolari delle produzioni alimentari, le quali tra l'altro sono diventate produzioni certificate dalla Comunità come prodotto di qualità e quindi con una maggiore capacità di penetrazione nei mercati esteri. Si evidenzia, infine, come solo un forte sforzo di investimenti, di abbattimenti dei costi di produzione e soprattutto di valorizzazione commerciale con strategie marketing adeguate unitamente alla specificità del "modello di agricoltura europeo" aprono la strada ad una maggiore valorizzazione dei prodotti di qualità delle regioni del Mezzogiorno italiano.
Negli anni Novanta hanno segnato una crescita delle esportazioni pari al 51%, in particolare per i prodotti di filiera, tra cui il vino. Leve di posizionamento sul mercato sono: la qualità, la tipicità e la novità. I prodotti sono riconosciuti sui mercati extraeuropei come prodotti tipici italiani e quindi "specialità alimentari". E' importante, invece, programmare azioni di marketing collettivo, per modificare le politiche commerciali della distribuzione e le abitudini di acquisto dei consumatori. Si dovrebbe mirare a creare i presupposti per l'espansione della domanda e per la tutela dell'offerta.
LA FILIERA DEL VINO: Punti di forza e punti di debolezza Punti di forza: La produzione è concentrata in tre regioni, ovvero Puglia, Sicilia e Abruzzo, di conseguenza esse possono contare su una elevata concentrazione dell'offerta. Contano, inoltre, l'esperienza, la lunga tradizioni e la vocazione agricola, sia in termini di risorse umane, sia in termini di condizioni climatiche. In queste regioni è concentrato il 97% dell'uva da tavola italiana. Punti di debolezza: Serpeggia una scarsa propensione alle produzioni di qualità. La viticoltura è basata piu' alla produzione quantitativa che qualitativa. L'attrezzatura per l'irrigazione dei vigneti (50%) è scarsa e di basso livello e ciò rappresenta un limite produttivo notevole.
OPPORTUNITA' E RISCHI La produzione di vino è stata piuttosto elevata negli ultimi anni e comunque superiore alla media nazionale, con buoni margini di espansione; si prevedono buone prospettive di sviluppo del mercato estero dei vini da tavola. I prodotti a marchio Igt non solo può permettere la valorizzazione delle produzioni, ma porta anche alla fidelizzazione del consumatore straniero. Una scarsa valorizzazione dei sfruttamento dei marchi, dovrebbe essere sanata da strategie di marketing e campagne promozionali adeguate.
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