A pranzo con gli autoctoni Angelo Sgobio, exportmarketing@italsolution.com, http://italsolution.com
 | Pare che la strategia dominante della produzione vinicola sia quella di abbattere la diversità dei ceppi di vite, con la conseguente omologazione delle produzioni; questo sta avvenendo con l’adozione e la diffusione di impianti a partire da vitigni selezionati in vivai.
Mentre per i paesi extraeuropei questa strategia sta dando buoni risultati (si riesce a produrre vini di qualità per dei paesi con poche radici storiche), invece nelle nostre regioni (con forti radici e tradizioni storiche), l’abbattimento della biodiversità delle colture sta assottigliando di conseguenza anche la qualità della produzione. |
Vediamo brevemente quali potrebbero essere le soluzioni a questo problema, con particolare riferimento al territorio italiano. Innanzitutto diciamo che i vitigni del territorio italiano sono distinguibili in quattro gruppi: - Autoctoni di grande diffusione (Nebbiolo, Sangiovese, Aglianico, Trebbiano)
- Autoctoni diffusi in piccoli areali (Fiano di Avellino, ecc.)
- Autoctoni silenti (relegati nelle collezioni)
- Vitigni – reliquia (i senza nome, centinaia di ceppi presenti i molti vigneti abbandonati)
Come valorizzare quste produzioni che affondano le radici nella tradizione colturale delle nostre regioni ...
La strategia che si potrebbe attuare nelle nostre regioni è: - valorizzare la ricchezza dei vitigni autoctoni, esplorarne la variabilità genetica (diversificare le colture) e scegliere una zonazione più adatta alla loro migliore espressione
- agire sui vitigni da collezione per renderli idonei alla moltiplicazione, selezionando geneticamente piante resistenti alle malattie e localizzandoli in terreni adatti dal punto di vista climatico
- per i vitigni reliquia, la strategia è la comunicazione, ovvero la promozione attraverso iniziative fieristiche di comuni, università, aziende, ecc.
In conclusione, la ricchezza del nostro territorio, affiancata da antiche tradizioni enogastronomiche, può costituire un’enorme risorsa futura, attraverso strategie sulla coltivazione, sulla vinificazione e sulla promozione, che puntino a sfruttare le intrinseche qualità delle nostre piante e a perfezionare le loro proprietà organolettiche, con l’intento finale di produrre dei vini unici ed inimitabili.
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