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Vino: e' vero che ci fa bene? - 2, Angelo Sgobio email Autore
.: Data Pubblicazione 30-Giu-2004 :: Letture:: 218 :: Recensione :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.

Quello che si sa

Quello che si sa sugli effetti del vino in campo medico deriva da studi statistici sulle popolazioni di consumatori. Questi studi hanno portato ad una serie di risultati e deduzioni che a volte possono essere definiti significativi, ovvero mettono in risalto differenze condizioni medico-sanitarie dei consumatori in relazione a diversi comportamenti alimentari.

Una certezza quasi definitiva e’ l’influenza del vino sulla riduzione della mortalità per infarti del miocardio. Una tale mortalita’ e’ legata alla quantita’ di assunzione di grassi di origine animale, attraverso una correlazione statistica ben precisa tra assunzione di grassi saturi (da prodotti caseari) e l’indice di mortalita’ da malattie coronariche del cuore (Chd).

Quest’affermazione deriva dalle ricerche epidemiologiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS), che, in alcuni paesi europei (Francia e Svizzera), hanno mostrato un’eccezione a questa correlazione, nel senso che l’indice di mortalità era molto piu’ basso della media europea.

I valori statistici riscontrati diventavano spiegabili se si consideravano altri fattori dietetici, facenti parte dell’alimentazione quotidiana dei francesi, ovvero la propensione all’uso del vino rosso. In questo caso la correlazione con la riduzione delle malattie cardiache assumeva dei valori elevati

Questa scoperta, nel 1991, fu un evento cosi’ eccezionale da essere definito "paradosso francese" e divento’ uno stimolo per ricercare e approfondire il rapporto che poteva esserci tra vino e salute.

Contemporaneamente la statistica dell’OMS mostro’ un’altra eccezione nei dai statistici, che riguardava il Regno Unito e i paesi nordeuropei, dove l’indice di mortalita’ era piu’ alto della media; in quei paesi il consumo di alcool era piu’ orientato ai superalcolici ed alla birra piuttosto che al vino.

Non contenti dei risultati, potremmo aggiungere che studi sulle abitudini alimentari degli emigranti hanno rafforzato la conclusione che abbandonare il consumo di vino e aumentare quello di prodotti caseari fa aumentare di conseguenza la frequenza di malattie cardiache.

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