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Puglia - Elenco DOC
.: Data Pubblicazione 16-Dic-2005 :: Letture:: 212 :: Recensione :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.
I 25 VINI DOC DI PUGLIA


1. ALEATICO DI PUGLIA
Questo vino, prodotto in tutta la regione, prende il nome dall'omonimo vitigno. Ottenuto da uve lasciate maturare fino all' appassimento in modo da ottenere una elevata gradazione zuccherina e quindi di riflesso un alta gradazione alcolica viene servito soprattutto a fine pasto insieme a della tipica pasticceria pugliese oppure lo si sorseggia come vino da intrattenimento. Le tipologie previste sono due: dolce naturale e liquoroso dolce naturale.
Il primo ha una gradazione alcolica minima di 15°, il secondo è più forte, almeno 18,5°.
Caratteristica comune è il colore rosso granato con riflessi violacei.
Tutti e due vanno invecchiati per almeno 3-4 anni e si servono in un bicchiere da dessert alla temperatura di 12/14°.


2. ALEZIO
DOC riconosciuta con un DPR del 1983. E' preparato in rosso e rosato. Il rosso, se invecchiato per due anni e se di gradazione di almeno 12,5° può portare la qualifica di “riserva”.

Le uve dalle quali si ricava provengono dall’intero territorio dei comuni di Alezio e Sannicola e da una parte dei comuni di Galatina e Tuglie; devono provenire da vitigni di Negroamaro per almeno l’80%; il restante 20% può venire da Malvasia nera di Lecce, Sangiovese e Montepulciano, da soli o congiuntamente.

L’Alezio rosso ha un colore rosso rubino con riflessi arancio quando è invecchiato; il suo odore è vinoso se giovane, etereo e ricco di bouquet se invecchiato; il sapore è asciutto, caldo, con gradevole retrogusto amarognolo, giustamente tannico e sapido. La gradazione totale complessiva è di almeno 12 gradi e va servito in un bicchiere del tipo tulipano medio alla temperatura di servizio di 18-20°. Bisogna abbinarli paste alimentari al ragù, carni leggere lessate, pollo, coniglio, nel tipo “riserva” è indicato anche per carni arrosto e capretto al forno.

L’Alezio rosato ha un colore rosa corallo intenso, un odore vinoso e persistente e un sapore asciutto, armonico, vellutato, con leggero retrogusto amarognolo. La gradazione alcolica minima è di 12 gradi e va bevuto in un tulipano medio alla temperatura di 14-15°C. Si consiglia di abbinarlo a tutto pasto, salumi, uova, frattaglie.


3. BRINDISI
La DOC del Brindisi risale a un DPR del 1979. Viene preparato, nei tipi rosso e rosato, con uve provenienti da tutto il territorio di Brindisi e Mesagne. Nella sua preparazione sono impiegate uve di Negroamaro per almeno il 70%; il restante 30% può essere composto da Malvasia nera di Brindisi, Sussumaniello, Montepulciano e Sangiovese da soli o congiuntamente; il Sangiovese però non può superare il 10%. Il “rosso Riserva” può deve essere invecchiato per almeno due anni e almeno 12,5°.

Il Brindisi rosso ha un colore rosso rubino di varia intensità che va verso toni arancio con l’invecchiamento; l’odore è intenso e vinoso, il sapore è giustamente tannico, vellutato, asciutto, armonico e con retrogusto un po’ amarognolo. Ha una gradazione alcolica totale di 12 gradi e deve essere servito in un bicchiere del tipo tulipano medio alla temperatura di 18-20°C. Gli si accostano volentieri pasta e fagioli, primi al ragù di carne, carni bianche lessate, formaggi stagionati; nel tipo “riserva”: arrosti, selvaggina, formaggi forti.

Il Brindisi rosato ha un colore rosa corallo, talvolta cerasuolo tenue, odore fruttato e delicato e sapore asciutto, armonico e gradevolmente amarognolo. La sua gradazione minima è di 12 gradi e va bevuto in un bicchiere del tipo tulipano medio ad una temperatura di servizio di 14-15°C. Lega bene con antipasti, minestre in brodo, pesce in zuppa, pollo, coniglio, formaggi freschi.


4. CACC'È MMITTE DI LUCERA
DOC riconosciuta con un DPR del 1975. Si producenei territori in cui inizia l’Appennino Dauno nei comuni di Lucera, Troia e Biccari. Le uve vengono dai vitigni di Uva di Troia (35-60%) con l’aggiunta di Sangiovese e Malvasia nera (25-35%) e, da sole o congiuntamente, di uve provenienti da vitigni di Trebbiano toscano, Malvasia del Chianti e Bombino bianco (per non più del 30%). E' preparato solo nel “rosso”.

Il Cacc’è mmitte è di un bel colore rosso rubino di varia intensità e con odore caratteristico assai gradevole, intenso e poco tannico. Matura bene intorno ai due anni. Ha una gradazione alcolica minima di 11,50 gradi e deve essere servito ad una temperatura di 18°C in un calice del tipo tulipano slanciato. Si lega bene a primi piatti a base di ogni tipo di carne, ad insaccati e alle classiche pastasciutte pugliesi col ragù.


5. CASTEL DEL MONTE
Con un DPR del 1971 è stata riconosciuta la DOC al vino Castel del Monte, il vino pugliese che viene alla tavola con il maggior numero di preparazioni, ben 9, che utilizzano uve di molti diversi vitigni. Tutti, però, coltivati nell’intero territorio del comune di Minervino Murge ed in parte del territorio dei comuni di Andria, Corato, Trani, Ruvo, Terlizzi, Bitonto, Palo del Colle, Toritto e l’isola amministrativa D’Ameli del comunedi Binetto. Queste le preparazioni ammesse dal disciplinare la loro composizione:

-“bianco”: 65%-100% di Pampanuto e/o Chardonnay, vi possono concorrere per non più del 35% altre uve a bacca bianca non aromatiche raccomandate ed autorizzate nella provincia;

- “rosso”: 65%-100 % di Uva di Troia e/o Aglianico, vi possono concorrere per non più del 35% altre uve a bacca nera non aromatiche raccomandate ed autorizzate nella provincia;

- “rosato”: 65%-100% di Bombino nero e/o Aglianico, vi possono concorrere per non più del 35% altre uve a bacca nera non aromatiche raccomandate ed autorizzate nella provincia;

- “Chardonnay”: 90%-100% di Chardonnay, vi possono concorrere per non più del 10% altre uve a bacca bianca non aromatiche raccomandate ed autorizzate nella provincia;

- “Sauvignon”: 90%-100% di Sauvignon, vi possono concorrere per non più del 10% altre uve a bacca bianca non aromatiche raccomandate ed autorizzate nella provincia;

- “Pinot bianco”: 90%-100% di Pinot bianco, vi possono concorrere per non più del 10% altre uve a bacca bianca non aromatiche raccomandate ed autorizzate nella provincia;

- “bianco da Pinot nero”: 85%-100% di Pinot nero, vi può concorrere per non più del 15% altre uve da Pinot bianco;

- “Pinot nero”: 85%-100% di Pinot nero, vi possono concorrere uve raccomandate ed autorizzate nella provincia fino ad un massimo del 10%;

- “Aglianico” rosso e rosato: 90%-100% di Aglianico, vi possono concorrere uve da vitigni no aromatici raccomandati ed autorizzati nella provincia fino al 10%.

Il Castel del Monte bianco: – colore: paglierino - odore: delicato e leggermente vinoso – sapore: asciutto, fresco – alcol tot. min.: 10,5 gradi – bicchiere: tulipano slanciato - temp. di serv.: 10°C - abbin. gastr.: antipasti senza insaccati, spaghetti alla marinara, piatti di pesce bianchi, asparagi, lampascioni lessati, formaggi teneri.

Il Castel del Monte rosso: – colore: dal rubino al granato – odore: vinoso e gradevole – sapore: asciutto, armonico e giustamente tannico – alcol tot. min.: 12 gradi – bicchiere: tulipano medio – temp. di serv.: 18°C – abbin. gastr.: orecchiette al ragù e altra pastasciutta con condimenti a base di carne, arrosto, grigliati vari di carne, pecorino.

Il Castel del Monte rosato: - colore: rosato con toni di rubino – odore: vinoso delicato, fruttato – sapore: asciutto, armonico e gradevole – alcol tot. min.: 11 gradi – bicchiere: tulipano medio – temp. di serv.: 13-14°C – abbin. gastr.: salumi dolci, minestre leggere, spaghetti al pomodoro, risotti a base di carne, orecchiette con cime di rape, carni bianche bollite o in umidi leggeri, pesce a carne rossa, formaggi non molto stagionati.

Il Castel del Monte Chardonnay: - colore: paglierino molto chiaro – odore: delicato e fruttato – sapore: asciutto, pieno e armonico – alcol tot. min.: 10,5 gradi – bicchiere: tulipano slanciato – temp. di serv.: 10°C – abbin. gastr.: antipasti leggeri, frutti di mare, formaggi teneri.

Il Castel del Monte Sauvignon: - colore: paglierino - odore: intenso e caratteristico - sapore: asciutto e armonico - alcool tot. min.: 10,5 gradi - temp. di serv.: 10°C - abbin. gastr.: antipasti leggeri, frutti di mare, formaggi teneri;

Il Castel del Monte Pinot bianco: - colore: paglierino - odore: delicato, fine e caratteristico - sapore: armonico e asciutto - alcool tot. min.: 10,5 gradi - temp. di serv.: 10°C - abbin. gastr.: antipasti leggeri, frutti di mare, minestre leggere di verdura, passati di verdure, formaggi molto delicati;

Il Castel del Monte bianco da Pinot nero: - colore: paglierino chiaro - odore: fresco e delicato - sapore: asciutto, pieno e armonico - alcool tot. min.: 11 gradi - temp. di serv.: 10-12°C - abbin. gastr.: minestre di verdura e altre minestre leggere, brodetti leggeri, pesce magro, frutti di mare, formaggi teneri e delicati;

Il Castel del Monte Pinot nero: - colore: rubino di media intensità - odore: fine e gradevole - sapore: asciutto, pieno ed armonico - alcool tot. min.: 12 gradi – temp. di serv.: 16°C - abbin. gastr.: primi di pastasciutta a base di carne o pomodoro, carni bollite o arrosti o bolliti di carni bianche, umidi leggeri, formaggi di media stagionatura delicati, frittate, coniglio al forno.

Il Castel del Monte Aglianico rosso: - colore: rosso rubino di diverse intensità - odore: vinoso, delicato e caratteristico - sapore: asciutto e armonico - alcool tot. min.: 12 gradi - temp. di serv.: 16°C - abbin. gastr.: antipasti di insaccati, formaggi di media stagionatura, pastasciutta a base di carne, arrosti leggeri o bolliti, pollame e coniglio al forno;

Il Castel del Monte Aglianico rosato: - colore: rosato di varia intensità - odore: delicato e fragrante - sapore: asciutto, armonico e persistente - alcool tot. min.: 11 gradi - temp. di serv.: 13-14°C - abbin. gastr.: antipasti misti, zuppe di verdura, pastasciutte leggere a base di pomodori o altri sapori delicati, bolliti di carni bianche, umidi leggeri, zuppe di pesce con presenza di pomodoro, funghi arrosto, formaggi teneri di sapore delicato.


6. COPERTINO
Con una DOC riconosciuta da un DPR del 1976, il Copertino è preparato nel tipo rosso e rosato e deve provenire da uve del territorio comunale di Copertino, Carmiano, Arnesano e Monteroni ed in parte del territorio di Galatina e Lequile. Lo si ottiene dal Negroamaro (70-100%) ma vi possono contribuire uve da Malvasia nera di Brindisi e Lecce, Montepulciano e Sangiovese che, da soli o congiuntamente, possono apportarvi fino al 30% con la limitazione del 15% per il Sangiovese.

Il rosso può fregiarsi della dicitura “riserva” dopo due anni di invecchiamento e se ha una gradazione di almeno 12,5°.

Il Copertino rosso ha un colore rosso rubino di varia intensità e tende all'arancio con l'invecchiamento; il suo odore è persistente e vinoso, il sapore è asciutto, vellutato, sapido e generoso ed ha un retrogusto amarognolo. Deve essere di almeno 12 gradi e va servito in un tulipano medio alla temperatura di servizio di 15-18°C. Va bene su minestre asciutte, carni lessate bianche, formaggi stagionati, risotti; il tipo “riserva” si abbina meglio su primi robusti, carni arrosto rosse, selvaggina.

Il Copertino rosato è di colore rosa salmone e può tendere al cerasuolo chiaro; l’odore è distinto, poco vinoso e giustamente persistente; il sapore risulta asciutto senza asperità, con fondo erbaceo e retrogusto gradevolmente amarognolo. E' di almeno 12° e va servito in un bicchiere del tipo tulipano medio alla temperatura di 13-16°C. I piatti per abbinarlo: salumi leggeri, spaghetti con le cozze al pomodoro, pesce in umido e magri, zuppe di verdura, funghi, mozzarelle, ricotta, formaggi freschi e teneri.


7. GIOIA DEL COLLE
Questo vino, la cui DOC è stata istituita con un D.P.R. del 11 maggio 1987 , viene prodotto nel comune di Gioia del Colle, una cittadina in provincia di Bari e in una vasta area situata attorno e che comprende altri comuni della parte centrale della provincia (Adelfia, Acquaviva delle Fonti, Putignano, Castellana, Conversano, Casamassima, Cassano Murge, Noci, Grumo Appula, Rutigliano, Sammichele, Santeramo Turi e Sannicandro). Se ne producono 5 tipi:

il Primitivo (ottenuto solo da uve provenienti dal vitigno Primitivo) che ha una gradazione minima di 14° ed un colore violaceo tendente all'arancio quando invecchia; il sapore è pieno ed armonico; va servito in un tulipano panciuto alla temperatura di 18°C e si accompagna a pastasciutta al ragù, carni rosse arrosto e al forno, formaggi stagionati.

il Rosso e il Rosato (uve dal vitigno Primitivo 50-60% con l'impiego, per il restante 40/50%, di uve Malvasia nera, Montepulciano, Sangiovese, Negroamaro, da soli o congiuntamente con il limite del 10 % per la Malvasia nera); il rosso ha un colore dal rubino al granato, un odore vinoso e giustamente tannico, una gradazione minima di 11,5° e si beve in un tulipano medio a 18°C su pastasciutte al ragù , carni ai ferri o grigliate, coniglio al forno o carni in umido e formaggi stagionati; il rosato è appena più leggero (minimo 11°) di colore rubino delicato e di sapore asciutto e fresco, si beve a 15°C in un tulipano medio su legumi, salumi, pesce magro al cartoccio o alla brace, frittate e carni bianche.


il Bianco (dal 50 al 70% di Trebbiano toscano e per il resto da altre uve a bacca bianca) ha un colore paglierino chiaro e 10,5°, un profumo gradevole e fruttato ed un sapore fresco e asciutto; si abbina con frutti di mare, antipasti leggeri, minestre in brodo, pesce magro, latticini e formaggi freschi

l' Aleatico, che si suddivide a sua volta in dolce e liquoroso dolce, prevede l'impiego di uve provenienti dal vitigno Aleatico in misura non inferiore all' 85% e un 15% di uve Negroamaro, Malvasia nera e Primitivo da soli o congiuntamente. L'uno e l'altro hanno un colore rosso granato più o meno intenso che tende all'arancio con l'invecchiamento. Il “dolce” ha una gradazione minima di 15° e si abbina a dolci a base di frutta, il “liquoroso” di 18,5° lega meglio con il dessert. Tutti e due si servono a 12/14°C in un bicchiere da dessert.


8. GRAVINA
Il riconoscimento della DOC al vino Gravina risale a un DPR del 1983. E' preparato solo nel tipo bianco e con uve dei comuni di Gravina e Poggiorsini ed in parte del territorio dei comuni di Spinazzola e Altamura. Nella sua composizione si utilizzano Malvasia del Chianti per il 40-65% e Greco di Tufo e Bianco d’Alessano, da soli o congiuntamente, in percentuale che varia dal 35 al 60%. Può esserci un apporto di uve da vitigni di Bombino bianco, Trebbiano toscano e Verdeca ma essi, da soli o congiuntamente, non possono superare il 10% del totale dell’uva impiegata.

Di questo vino può aversi anche un tipo “spumante”.

Il Gravina ha un colore paglierino che tende al verdolino, l’odore è caratteristico e vivace, il sapore secco o amabile ma sempre fresco, armonico, sapido e delicato. La gradazione alcolica minima è di 11 gradi; la temperatura di servizio è di 8-10°C e va servito in un tulipano slanciato se è secco o in una flute se è spumante. Il tipo secco si accompagna bene per frutti di mare crudi, ostriche, crostacei, piatti a base di pesce, sia arrosto che in umido o salsati, minestre leggere in brodo, uova, mozzarelle e formaggi teneri e delicati ; lo spumante è più consigliato come aperitivo.


9. LEVERANO
Il riconoscimento della DOC al Leverano risale al 1979. Identifica un vino prodotto nell’intero territorio del camune di Leverano compresa la frazione interclusa tra i comuni di Arnesano e Copertino. E' preparato in tre tipi: il rosso, il rosato e il bianco.

Il rosso e il rosato vengono da uve da vitigno Negroamaro (da 65 a 100%), ma può utilizzare anche uve da vitigni Malvasia Nera di Lecce, Sangiovese, Montepulciano e Malvasia bianca, che, da soli o congiuntamente, non devono superare il 35% del totale, limitatamente al 10% per la Malvasia bianca. Il bianco viene da uve Malvasia bianca (65-100%) ma può esserci anche del Bombino bianco e Trebbiano toscano, da soli o congiuntamente, fino al 35%. Il rosso può portare la qualifica di “riserva” se invecchiato per almeno due anni e sia di almeno 12,5 gradi.

Il Leverano rosso ha un colore rubino o granato con riflessi arancio se invecchiato; ha un odore vinoso e gradevole e un sapore asciutto con senso di amarognolo. La sua gradazione alcolica totale minima è di 12 gradi e va servito in un tulipano medio alla temperatura di 16-18°C. Si unisce bene a primi piatti a base di carne, carni magre al forno, pollame in umido o al forno, arrosti di ovini, formaggi di mediamente stagionati.

Il rosato ha un colore rosato che tende al cerasuolo o a riflessi arancio; il suo odore è leggermente vinoso, fruttato quando è giovane; il sapore è asciutto, armonico, fresco e gradevole. La gradazione alcolica totale è di almeno11,5 gradi e si serve in un tulipano medio alla temperatura di 12-14°C. Gli abbinamenti gastronomici consigliati: antipasti, salumi, risotti leggeri, minestre e passati di verdura, primi leggeri, zuppe di pesce

Il Leverano bianco ha un colore paglierino di varia intensità, un odore gradevole e poco vinoso, un sapore asciutto, morbido e armonico. La gradazione alcolica complessiva è di 11 gradi e si serve in un tulipano slanciato alla temperatura di 8-10. Si beve su antipasti, minestre in brodo, spaghetti alla marinara, zuppe di pesce in bianco, uova, formaggi teneri.


10. LIZZANO
La DOC del Lizzano risale al 1988. E' attribuita ad una serie di vini prodotti in provincia di Taranto nei territori comunali di Lizzano e Faggiano e in due isole amministrative del comune di Taranto. Queste le preparazioni ammesse:

Il Lizzano rosso e rosato è preparato con uve Negroamaro (dal 60 all'80%) e da Sangiovese, Montepulciano, Bombino nero e Pinot nero da soli o congiuntamente, fino al 40%; può esservi anche la Malvasia nera di Brindisi o Lecce entro il10% del totale. Il Lizzano rosso si accompagna a risotti a base di carne, ragù non molto consumati, carni lessate e arrosti magri e formaggi a media stagionatura, ha un colore rosso che va dal rubino al granato, un odore vinoso ed un sapore asciutto ed armonico; ha una gradazione alcolica minima totale di 11,50 gradi e va bevuto in un calice del tipo tulipano medio ad una temperatura di servizio compresa tra i 16-18°C;

Il Lizzano rosato ha un colore che tende al rubino delicato, un odore lievemente vinoso che è fruttato se giovane, il sapore è asciutto e fresco; la sua gradazione minima totale è di 11,50 gradi e va servito in un tulipano slanciato alla temperatura di 13-14°C; va bevuto su antipasti, salumi, minestre in brodo, pesci alla griglia, zuppa di pesce, carni bianche bollite o in umidi leggeri.

Il Lizzano bianco è di colore paglierino leggero, di odore delicato e un po' fruttato e di sapore asciutto, fresco ed armonico; la sua gradazione alcolica totale minima è di 10,50 gradi e va servito in un calice tulipano slanciato alla temperatura di servizio di 8-10°C; si beve bene su antipasti a base di pesce, frutti di mare, minestre in brodo, brodetti di pesce, zuppe bianche e leggere di pesce, uova, formaggi teneri. Proviene da Trebbiano toscano (40-60%) e Pinot e Chardonnay (per il 30% almeno); può concorrervi la Malvasia lunga bianca fino al 10% e Sauvignon e Bianco d'Alessano fino al 25%.

Il Lizzano Negroamaro rosso o rosato deriva da uve di Negroamaro per almeno l'85% e possono concorrere la Malvasia nera di Brindisi o Lecce, Montepulciano, Sangiovese e Pinot nero da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 15%,. Il Negroamaro rosso è di colore rubino tendente al granato, di odore vinoso e di sapore asciutto ed armonico; la gradazione minima totale è di 12 gradi e si beve in un tulipano medio alla temperatura di servizio di 16-18°C; per gli abbinamenti gastronomici vanno bene risotti e pasta al ragù, carni lessate e arrosto, formaggi medi. Il Negroamaro rosato ha un colore di rosato tenue con riflessi porpora, un odore fragrante e un sapore asciutto e delicato; la gradazione totale minima è di 12 gradi e va bevuto in un bicchiere del tipo tulipano slanciato alla temperatura di 12-14°C; per gli accostamenti gastronomici preferisce antipasti, salumi, minestre in brodo, pesci alla griglia, zuppa di pesce, carni bianche bollite o in umidi leggeri.

Il Lizzano Malvasia nera contiene almeno l'85% di Malvasia nera di Brindisi e/o Lecce, ma possono esservi anche uve di Negroamaro, Montepulciano, Sangiovese e Pinot nero per il 15%, da soli o congiuntamente. Ha un colore rosso pieno, un caratteristico aroma ed un sapore vellutato e appena aromatico; la sua gradazione minima totale è di 12 gradi; si beve in un tulipano medio alla temperatura di 16-18°C; per gli abbinamenti gastronomici gli vanno riservati primi piatti con sughetti o condimenti a base di carne, cani ovine o pollame al forno, formaggi affumicati,.


11. LOCOROTONDO
Vino bianco prodotto nei comuni di Locorotondo, Cisternino e in alcune zone del comune di Fasano. Le uve impiegate per produrlo sono: Verdeca ( 50-65% ) Bianco d' Alessano ( 35-50% ) e fino ad un massimo del 5% possono essere impiegate le uve provenienti dai vitigni Fiano - Bombino - Malvasia Toscana. Deve rispondere alle seguenti caratteristiche: colore verdolino o paglierino chiaro, odore vinoso, delicato,caratteristico, gradevole, sapore asciutto e delicato, gradazione minima 11° . Se ne produce anche una versione spumante . Si abbina bene a primi leggeri o portate a base di pesce, a formaggi teneri e delicati. Da servire fresco ad una temperatura di 8-10° in un bicchiere di tipo tulipano slanciato. Per il tipo “spumante” è da preferirsi un bicchiere tipo “flute”.


12. MARTINA O MARTINA FRANCA
Vino bianco prodotto nei comuni di Martina Franca, Alberobello e in alcune zone dei comuni di Ostuni e Ceglie Messapica; la sua DOC è del 1969. Le uve impiegate per produrlo sono: Verdeca (50-65% ) Bianco d' Alessano (35-50% ) e fino ad un massimo del 5% possono essere impiegate le uve provenienti dai vitigni Fiano - Bombino - Malvasia Toscana. Deve rispondere alle seguenti caratteristiche: colore verdolino o paglierino chiaro, odore vinoso, delicato, caratteristico, gradevole, sapore asciutto e delicato, gradazione minima 11° . Si produce anche una versione spumante . Si abbina bene a primi leggeri o portate a base di pesce, a formaggi teneri e delicati. Da servire fresco ad una temperatura di 8-10° C. Il suo bicchiere è un tulipano slanciato. Per lo “spumante” va meglio un bicchiere tipo “flute”.


13. MATINO
La DOC al Matino è del 1971. E' stata assegnata ad un vino in due preparazioni: uno rosso ed uno rosato. Derivano da uve di vitigno Negroamaro (dal 70 al 100%) ma può esservi l’apporto di uve da Malvasia nera e Sangiovese per il 30%. Tutte le uve impiegate devono provenire dall’intero territorio del comune di Matino e da una parte di quello di Parabita, Alezio, Tuglie, Taviano, Casarano e Gallipoli.

Il Matino rosato ha un colore rosa intenso che tende all'oro dopo il primo anno di invecchiamento; l’odore è appena vinoso, il sapore secco ed armonico. Ha una gradazione minima complessiva di 11,5 gradi e va servito in un tulipano medio alla temperatura di 12-14°C. Si unisce bene a spaghetti con le cozze o altri primi a base di pesce con pomodoro, crostacei e molluschi, pesce al cartoccio, formaggi teneri.

Il Matino rosso è di colore rosso rubino con riflessi arancio se invecchiato; il suo odore è vinoso e il sapore asciutto ed armonico. La gradazione minima complessiva è di 11,5 gradi e va bevuto alla temperatura di 16-18°C in un tulipano medio. Va bene su pastasciutte, bolliti, carni bianche lessate o in umido leggero, arrosti leggeri, salumi.


14. MOSCATO DI TRANI
Questo vino, la cui DOC è stata istituita con un D.P.R. del 11 settembre 1974, viene prodotto a Trani, una cittadina costiera a nord di Bari e in una vasta area situata attorno e che comprende altri 11 comuni. E' un vino dolce molto conosciuto indicato per accompagnare i dolci tipici della regione, soprattutto la pasticceria secca di mandorle, o da bere insieme a della macedonie di frutta. Si ottiene da uve, lasciate maturare fino a quasi l'appassimento, provenienti dal vitigno Moscato bianco (qui in Puglia si usa spesso chiamarlo Moscato di Trani o Moscato reale) in una percentuale che non può essere inferiore all' 85% . Possono concorrere altri vitigni per una percentuale non superiore al 15% . Se ne producono due tipi: il " dolce " e il " liquoroso ". Il primo ha colore giallo dorato con profumo intenso, sapore dolce e vellutato e gradazione alcolica di 12,5°. Il secondo, il liquoroso, viene invecchiato per almeno un anno e ha una gradazione alcolica di 18°, con le stesse caratteristiche organolettiche del primo. Ambedue vanno serviti in un bicchiere da dessert alla temperatura di 10/12°.


15. NARDÒ
Il Nardò è un vino DOC dal 1987 ed è preparato nei tipi rosso e rosato. Deve provenire da uve coltivate territorio dei comuni di Nardò e Porto Cesareo da vitigni di Negroamaro per almeno l’80%. Possono concorrervi anche uve da vitigno Malvasia nera di Brindisi e Lecce e Montepulciano nella misura massima del 20%. Il tipo rosso può portare la qualifica di riserva se sia stato invecchiato almeno due anni ed abbia una gradazione minima di 12,5 gradi.

Il Nardò rosso è di un colore rosso rubino di varia intensità ed ha riflessi arancio quando è invecchiato; il suo odore è vinoso con profumo intenso, il sapore è giustamente tannico, poco amarognolo, vellutato ed armonico. La gradazione minima complessiva è di 11,5 gradi e va servito in un tulipano medio alla temperatura di 16-18°C. Gli si abbinano pastasciutte e risotti al ragù, pasta e legumi, arrosti di carni bianche, formaggi medi; nel tipo “riserva” va bene per pasta al forno, arrosti di carni rosse, formaggi stagionati.

Il Nardò rosato ha un colore che varia dal rosa corallo spento al cerasuolo tenue; l’odore è vinoso e delicato, leggermente fruttato quando è giovane; il sapore è asciutto, delicato, con lieve gusto amarognolo e gradevole. La gradazione alcolica complessiva è di 11,5 gradi e si serve alla temperatura di 12-14°C in un bicchiere del tipo tulipano medio. Per gli abbinamenti gastronomici gli vanno preferiti salumi, primi piatti leggeri, minestre di verdure, fritture, pollame in umidi leggeri, parmigiana di melanzana, formaggi teneri e medi.


16. ORTANOVA
Il vino Orta Nova ha la DOC riconosciuta dal 1984. Essa si riferisce ad un vino prodotto nell’intero territorio comunale di Orta Nova e Ordona e parte dei territori dei comuni di Ascoli Satriano, Carapelle, Foggia e Manfredonia. L'Orta Nova è vinificato con uva Sangiovese, per almeno il 60%; il rimanente 40% può essere provenire da uve dei vitigni Uva di Troia, Montepulciano, Lambrusco Maestri e Trebbiano toscano, che possono concorrervi da sole o congiuntamente con la limitazione del 10% per Lambrusco Maestri e Trebbiano toscano.

Sono ammesse solo due preparazioni: rosso o rosato.

Il “rosso” ha un colore che va dal rubino al granato, con riflessi arancio con l’invecchiamento; di odore vinoso e gradevole, ha un sapore asciutto, armonico e giustamente tannico. Ha una gradazione complessiva minima di 12 gradi e va bevuto in un bicchiere del tipo tulipano medio ad una temperatura di 16-18°C. Si unisce bene a piatti di pastasciutta, primi a base di carne, bolliti di carni miste e formaggi di stagionatura media .

Il “rosato” ha un colore roseo di varia intensità, con odore vinoso ma meno deciso del rosso, il sapore asciutto, armonico e fresco nel caso di vino molto giovane. Va bevuto in un bicchiere del tipo tulipano slanciato ad una temperatura di 12-14°C e si accompagna bene ad antipasti misti, a primi a base di verdure, brodo di carne, carni bianche, frittate diverse.


17. OSTUNI
La sua DOC risale al 1972. E' prodotto con uve provenienti dall’intero territorio dei comuni di Ostuni, Carovigno, S. Vito Dei Normanni, S. Michele Salentino e da una parte del territorio dei comuni di Brindisi, Latiano e Ceglie Messapica. Le preparazioni previste, il bianco e l’Ottavianello. Il bianco è ottenuto da uve di vitigni Impigno (per il 50-85%) e Francavilla (per il 15-50%); possono concorrere uve di Bianco d’Alessano e Verdeca per non più del 10%, da sole o congiuntamente. L’Ottavianello, detto anche Ottavianello di Ostuni, viene da uve di vitigno Ottavianello (per l’85-100%) ma possono concorrervi anche uve da vitigni Negro amaro, Malvasia nera, Notar Domenico e Sussumariello che, da soli o congiuntamente, non devono superare il 15% del totale.

L’Ostuni bianco è di colore bianco paglierino, di odore vinoso con profumo delicato, di sapore asciutto, armonico e pulito; la sua gradazione alcolica totale minima è di 11 gradi e si beve in un bicchiere di tipo tulipano slanciato ad una temperatura compresa tra 8-12°C. Gli accostamenti gastronomici più indicati: aperitivi, risotti ai frutti di mare, brodi leggeri, omelette, minestre di verdure, formaggi freschi e teneri.

L’Ostuni Ottavianello ha un colore che và dal cerasuolo al rubino chiaro, un odore vinoso e delicato e un sapore asciutto ed armonico. La sua gradazione alcolica complessiva minima è di 11,5 gradi e va servito in un bicchiere di tipo tulipano medio ad una temperatura di 12-14°C. Si abbina con antipasti, primi leggeri, verdure lessate, carni bianche bollite o in umidi leggeri.


18. VINO PRIMITIVO DI MANDURIA
Vino rosso prodotto in una vasta area della zona provincia di Taranto (il territorio di Taranto e gran parte dei suoi comuni ad est del capoluogo) e in 3 comuni della provincia di Brindisi: Erchie, Oria e Torre Santa Susanna. Si ottiene da uve del vitigno Primitivo e come recita il DPR del 30/10/1974, che ne riconosce la sua DOC, deve rispondere alle seguenti caratteristiche: colore rosso tendente al violaceo ed all'arancione con l'invecchiamento, aroma leggero caratteristico, sapore gradevole, pieno, armonico, tendente al vellutato con l'invecchiamento.
Del Primitivo di Manduria è prodotto dal solo vitigno “primitivo” e sono previste le seguenti preparazioni:
Rosso: colore violaceo, sapore pieno e gradevole che diventa vellutato col tempo, gradazione minima 14°; si abbina ad arrosti di carni rosse, grigliate di carni, pastasciutte al ragù, zuppe corpose e selvaggina, formaggi stagionati. Si beve in un tulipano panciuto alla temperatura di 18/22°.
Dolce naturale, liquoroso dolce naturale e liquoroso secco, sono tre preparazioni consigliate per il fine pasto, su dolci a base di frutta, dessert, torte e pasticcini. Hanno rispettivamente una gradazione minima di 16°, 17,5° e 18° e vantano un invecchiamento di almeno due anni. Per il bicchiere ci si deve servire di uno da dessert.


19. ROSSO BARLETTA
Risale al 1977 il DPR che riconosce la DOC al Rosso Barletta. Questo vino può essere prodotto solo da uve coltivate nell’intero territorio comunale di Barletta, Trinitapoli e S. Ferdinando e in parte dei territori di Andria e Trani. Il vitigno a cui si ricorre è quello dell’Uva di Troia. Possono partecipare alla sua composizione anche uve dei vitigni Montepulciano, Sangiovese e Malbek che, da soli o congiuntamente, non devono apportare più del 30% del totale delle uve impiegate. Il Malbek, nella composizione del Rosso Barletta, non può essere presente per più del 10%.

Unico tipo di preparazione ammessa è il rosso; a questo può aggiungersi la denominazione di “invecchiato” se il vino ha almeno due anni, di cui uno trascorso in botti di legno.

Di colore rubino granato, tende ad assumere riflessi arancio con l’invecchiamento. Ha un odore vinoso molto caratteristico ed un sapore asciutto; la gradazione alcolica è di almeno 12°. Va servito ad una temperatura di 18°C in un bicchiere di tipo tulipano slanciato o più grande e panciuto se si tratta di un vino “invecchiato”. Il Rosso Barletta si accompagna bene a primi di pastasciutta al ragù, a primi di carne in genere, ad arrosti o a carni rosse in umido. Il tipo “invecchiato” è un vino indicato per carni di sapore più deciso, gli stufati e per la selvaggina.


20. ROSSO CANOSA
Al Rosso Canosa la DOC è stata assegnata con un DPR del 1979. Si tratta di un vino commercializzatao in un unica preparazione, naturalmente “rosso”. Deriva, per almeno il 65%, da uve di vitigno “Uva di Troia” coltivato esclusivamente nel territorio di Canosa. Per il restante 35% vi possono concorrere uve da vitigni Montepulciano e Sangiovese, da sole o congiuntamente, con il limite del 15% per il Sangiovese. L’uno e l’altro possono essere integrati in parte con altre uve da vitigni raccomandati ed autorizzati nella provincia, ma per non più del 5%.

Il Rosso Canosa può fregiarsi anche della dicitura “Riserva” se viene sottoposto ad un periodo di invecchiamento minimo di due anni, di cui uno trascorso in botti di legno, ed abbia una gradazione alcolica minima di 13 gradi.

Ha un colore rosso rubino di varia intensità e, con il passare del tempo, tende ad assumere riflessi arancio. L'odore è vinoso, alcolico e gradevole; il sapore asciutto, sapido e leggermente tannico con un retrogusto gradevolmente amarognolo. La gradazione alcolica minima è di 12 gradi e va servito alla temperatura di 16-18°C in un bicchiere di tipo tulipano slanciato; per il tipo “riserva”, va meglio un tulipano panciuto. Si accompagna a pastasciutte, piatti a base di legumi, lasagne, grigliate di carni bianche, carni bianche bollite o in umido, salumi ed insaccati; nel tipo “riserva” è indicato per gli stufati, la selvaggina o i formaggi stagionati.


21. VINO ROSSO DI CERIGNOLA
La DOC è del 1974. Il decreto dice che deve essere ottenuto da queste uve: Uva di Troia per almeno il 55%, Negroamaro dal 15% al 30%, Sangiovese, Barbera, Montepulciano Malbeck e Trebbiano toscano fino al 15%, da soli o congiuntamente. I vigneti di provenienza devono essere nell’intero territorio dei comuni di Cerignola, Stornara e Stornarella, e nelle isole amministrative del comune di Ascoli Satriano con esclusione di quei terreni eccessivamente umidi ed argillosi. L’unica preparazione ammessa è il rosso. La dicitura “riserva” va solo al vino invecchiato per almeno due anni in botti di legno ed abbia una gradazione di almeno 13 gradi.

A tavola il Rosso di Cerignola deve avere queste caratteristiche: il colore deve risultare di un bel rosso rubino che tende al rosso mattone nel coso di vino invecchiato, l’odore deve essere vinoso, alcolico e gradevole, il sapore asciutto, tannico, sapido ed armonico con un retrogusto gradevolmente amarognolo. 12 i gradi minimi di alcool, almeno 13 nel tipo “riserva”. Va bevuto ad una temperatura di 16-18°C in un bicchiere del tipo tulipano (del tipo “panciuto” per il “riserva”).

L’abbinamento gastronomico è con i nostri tradizionali piatti di pastasciutta al ragù a base di carne, o con bolliti di carne mista o bianca, con umidi leggeri e formaggi di media stagionatura; il tipo “riserva” si lega bene con arrosti di carni rosse, stufati, selvaggina e formaggio dal sapore forte e stagionato.


22. SALICE SALENTINO
Il Salice Salentino ha ottenuto la DOC con un DPR dell 1976. Questo vino viene prodotto con uve provenienti da vitigni coltivati nell'intero territorio dei comuni di Salice Salentino, Veglie e Guagnano, in provincia di Lecce e San Pancrazio Salentino e San Donaci, in provincia di Brindisi; si produce anche in parte dei territori di Campi Salentina, a Lecce, e Cellino San Marco a Brindisi. Sei i tipi previsti: rosso, rosato, bianco, Pinot bianco, Aleatico dolce e Aleatico liquoroso dolce. Il rosato e il Pinot bianco possono essere preparati anche nel tipo spumante. Il "rosso", se viene invecchiato per almeno due anni (di cui sei mesi trascorsi in botti di legno) e viene immesso al consumo con una gradazione alcolica minima di 12,5 gradi, può portare la dicitura "riserva". Stessa dicitura può portare il tipo Aleatico e Aleatico liquoroso se è invecchiato per due anni.
Ecco la composizione dei diversi tipi di Salice Salentino e le diverse caratteristiche:


Salice Salentino rosso e rosato: 80-100% di Negroamaro, possono concorrere Malvasia nera di Brindisi e Lecce per il 20%, da sole o congiuntamente; il rosso è di colore rosso di varia intensità e tende, con l'invecchiamento, ad assumere riflessi color mattone; ha un odore vinoso ed etereo, gradevole ed intenso; il suo sapore è pieno, asciutto, armonico ma vellutato. La gradazione alcolica totale minima è di 12 e va bevuto in un bicchiere del tipo tulipano medio ad una temperatura di 16-18°C. Si accompagna a primi di pastasciutta, carni miste in umido o bollite, formaggi medi, minestre e paste al ragù, nel tipo "riserva" va bene per arrosti, grigliate di carne, formaggi stagionati.Il rosato è di colore rosato tendente al cerasuolo chiaro; l'odore è leggermente persistente e vinoso; il sapore è di un vellutato asciutto, gradevolmente caratteristico e fruttato se giovane. La sua gradazione minima totale è di 11,5 gradi e si beve in un tulipano medio alla temperatura di servizio di 14-16°C. Gli si accostano bene primi leggeri, fritti, salumi, carni bianche in umidi leggeri, formaggi a media stagionatura.


Salice Salentino bianco: 70-100% di Chardonnay, possono concorrere per il 30% altre uve da vitigni autorizzati e raccomandati nelle province di Lecce e Brindisi ad esclusione dei moscati; è di colore paglierino chiaro con riflessi verdolini; il suo odore è delicato e gradevolmente fruttato se giovane; il sapore è asciutto, vivace e frizzante. La gradazione alcolica totale minima è di 11 gradi e va bevuto in un tulipano slanciato alla temperatura di servizio di 10°C. Gli vanno abbinati antipasti leggeri, frutti di mare, molluschi, formaggi teneri.


Salice Salentino Pinot bianco: 85-100% di Pinot nero, possono concorrere uve da vitigni Chardonnay e Sauvignon per il 15%, da soli o congiuntamente; è di un colore giallo paglierino chiaro; l'odore è gradevolmente fruttato, il sapore asciutto, vellutato e caratteristico. La gradazione alcolica minima totale è di 10,5° e si beve in un tulipano slanciato a 8-10°C. L'abbinamento gastronomico va fatto con formaggi teneri, antipasti leggeri, verdure, brodetti leggeri, pesce magro.


Salice Salentino Aleatico e Aleatico liquoroso: 85-100% di Aleatico, possono concorrere uve da vitigni Malvasia nera, Negroamaro e Primitivo per un massimo del 15% da soli o congiuntamente. Hanno un colore rosso granato più o meno intenso che assume riflessi arancio con l'invecchiamento; l'odore è delicato e profumato, il sapore è pieno, caldo e dolce (più dolce nel liquoroso). Il tipo dolce ha una gradazione minima di 15°, il tipo liquoroso di 18,5°. Si servono in un bicchiere da dessert alla temperatura di 12-14°C su dolci, a fine pasto, o come vino di intrattenimento.


23. VINO SAN SEVERO
La DOC al S. Severo risale al 1968. La zona da cui questo vino è prodotto è quella dell’intero territorio comunale di S. Severo, Torremaggiore, S. Paolo Cividade, e parte del territorio dei comuni di Apricena, Lucera, Poggio Imperiale e Lesina. E' preparato nei tipi rosso, rosato e bianco.

Il rosso e il rosato sono ottenuti esclusivamente dal vitigno Montepulciano d’Abruzzo ma è ammesso anche l’utilizzo di uve provenienti da vitigno Sangiovese solo nel limite massimo del 30%.

Il S. Severo bianco è prodotto con Bombino Bianco (40-60%) e Trebbiano toscano (40-60%); può concorrervi anche Malvasia bianca e Verdeca che, da soli o congiuntamente, senza superare il 20%.

Il S. Severo rosso o rosato ha il tipico colore rosso rubino che tende al mattone con l’invecchiamento. Ha un odore gradevolmente vinoso, un sapore sapido e asciutto. Risulta di almeno 11,50 gradi di alcol e va servito nel calice a tulipano ad una temperatura tra i 14 e i 18°C. Si unisce a primi di pastasciutta, risotti a base di carne, bolliti di carne e carni bianche.

Il S. Severo bianco è di un colore bianco paglierino con odore leggermente vinoso e gradevole e sapore asciutto e fresco. Ha 11 gradi alcolici e va servito ad una temperatura tra gli 8-10°C in un calice a tulipano; accompagna aperitivi, ortaggi, pesce magro, frutti di mare, lampascioni e frittate.


24. SQUINZANO
La DOC allo Squinzano è del 1976. Si tratta di un vino rosso e rosato prodotto nel territorio di Squinzano, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e Novoli ed in parte dei territori dei comuni di Campi Salentina, Cellino San Marco, Trepuzzi, Surbo e Lecce. Le uve da cui proviene sono quelle del Negroamaro (per il 70-100%) ma possono concorrervi uve da Malvasia nera di Brindisi e Lecce e Sangiovese per 30% (da soli o congiuntamente), con il limite del 15% di Sangiovese. Del rosso può aversi il tipo “riserva” se è di almeno 13 gradi ed è invecchiato per almeno due anni di cui sei mesi in botti di legno.

Lo Squinzano rosso è di un colore rubino più o meno intenso, di odore vinoso, caratteristico, etereo ed intenso e di sapore pieno, asciutto, robusto ma vellutato e armonico. La sua gradazione minima complessiva è di 12.5 gradi e si serve alla temperatura di 18-20°C in un bicchiere di tipo tulipano medio o panciuto se “riserva”. Gli si abbinano legumi, primi al ragù, carni arrosto e alla brace, nel tipo “riserva” va bene per stufati, selvaggina, formaggi piccanti.

Lo Squinzano rosato ha un colore che va dal rosso rubino chiaro al cerasuolo, un odore vinoso un po’ profumato e un sapore sapido, fine e vellutato. La sua gradazione minima complessiva è di 12,5 gradi e va servito in un tulipano medio alla temperatura di 14-16°C. Si abbina a minestre, zuppe di pesce, frittate, formaggi delicati di media stagionatura.





25. GALATINA
Con un DPR del 1997 è stata riconosciuta la DOC al più giovane dei vini pugliesi, il Galatina. E' prodotto in 5 preparazioni diverse: il bianco (secco o frizzante), lo Chardonnay, il rosso, il rosato (secco o frizzante) e il Negroamaro. Proviene da uve di vitigni coltivati nei dei comuni di Galatina, Cutrofiano, Aradeo, Neviano, Seclì, Sogliano Cavour e Collepasso.

Il Galatina bianco è composto da Chardonnay per il almeno il 55%; altre uve possono concorrere alla sua preparazione, quelle a bacca bianca da vitigni autorizzati e raccomandati in provincia di Lecce, fino ad un massimo del 45%. Il Galatina bianco è di colore di un leggero giallo paglierino con riflessi verdolini; il suo odore è delicato e gradevolmente fruttato; il sapore è asciutto, vivace e caratteristico. La gradazione alcolica complessiva risulta di 11 gradi e va bevuto in un tulipano slanciato alla temperatura di servizio di 10-11°C. Per l’abbinamento gastronomico vanno bene gli antipasti leggeri, spaghetti alla marinara, risotti delicati a base di pesce, minestre leggere di verdure e formaggi teneri di pochissima stagionatura.

Il Galatina Chardonnay viene da uve di Chardonnay per almeno l’85%; altre uve come nel caso precedente possono concorrervi fino ad un massimo del 15%. Il Galatina Chardonnay è di colore paglierino, di odore delicato e gradevole, di sapore asciutto e consistente. La gradazione alcolica è di 11 gradi e va servito in un tulipano slanciato alla temperatura di servizio di 10/11°C. E’ un buon aperitivo su antipasti misti di sapore leggero, i frutti di mare e le minestre leggere e delicate a base di verdure o pesce, pesci magri lessati o a vapore, formaggi teneri di sapore non deciso.

Il Galatina rosso e Galatina rosato vengono preparati con uve di Negroamaro per almeno il 65% con l’aggiunta di uve a bacca nera non aromatiche da vitigni raccomandati ed autorizzati nella provincia di Lecce. Esse possono entrarvi per non più del 35%. Il Galatina rosato è di colore rosa tendente al cerasuolo delicato; il suo odore è leggermente vinoso, un po’ persistente e fruttato. La gradazione alcolica complessiva è di 11,5 gradi e va bevuto in un tulipano medio alla temperatura di servizio di 14-15°C. E' consigliato su antipasti misti anche con salumi, zuppe di pesce con presenza di pomodoro o pesce al forno con condimenti, brodetti a base di carne bianca, fettine di pollame cotto a vapore e carni bianche in genere di sapore delicato, formaggi teneri di bassa stagionatura. Il Galatina rosso ha un colore rosso rubino con riflessi rosso mattone se invecchiato. L’odore è vinoso e intenso, il sapore è pieno, asciutto, robusto , vellutato e caldo. La gradazione alcolica minima è di 12 gradi e va bevuto in un tulipano medio alla temperatura di 18°C. Per gli abbinamenti si consigliano primi di pastasciutta, carni arrosto, pollame al forno, risotti a base di carne e formaggi stagionati.

Il Galatina Negroamaro è, per almeno l’85%, fatto da uve di vitigno Negroamaro. Per il restante 15% da uve non aromatiche da vitigni raccomandati ed autorizzati nella provincia di Lecce. Questo può avere la qualifica di “riserva” se risulta di almeno 12,5 gradi ed è invecchiato per almeno due anni. Il suo colore è rosso rubino di varia intensità che, quando è invecchiato, assume riflessi color rosso mattone; il suo odore è gradevole ed intenso con sapore pieno, elegante ed armonico. La gradazione alcolica complessiva è di almeno 12 gradi e si beve in un bicchiere del tipo tulipano medio alla temperatura di servizio di 18-20°C. Va bene su primi a base di carne, carni al forno o arrosti di carni, formaggi stagionati. Il tipo “riserva”, che ha un sapore più robusto, vellutato e caldo, va meglio con le carni rosse di sapore deciso e con la selvaggina.

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