Sabato, Febbraio 11, 2012

Annata 2004: il rilancio del vino italiano nel mondo

Il 2004 si è chiuso con i primi dati sulla vendemmia in Italia, con previsioni incoraggianti sulla produzione di vino

nel 2005 ed i primi consigli dell'Associazione Enologi ed Enotecnici Italiana sulle strategie di commercializzazione del vino italiano nel mondo. Nel nostro articolo trovate i consigli di Giuseppe Martelli, direttore generale dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani. Giuseppe Martelli, Direttore Generale dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani ha dichiarato: "l'annata 2004 per i vini bianchi e per la maggioranza delle regioni italiane è tra le migliori degli ultimi venti anni, mentre per buona parte dei rossi è molto vicina all'annata del 1997".

I primi dati registrano un aumento della produzione italiana del 20% rispetto al 2003. Il livello qualitativo è ottimo quasi ovunque, ed in ogni caso da buono a ottimo. Quest'anno si prevede che la produzione di vino in Italia aumenterà del 20% rispetto al 2003, con 53 milioni di ettolitri di vino, contro i 57,5 della Francia (+21% rispetto al 2003), ai 50 della Spagna (+5,5%) e ai 10,5 della Germania (+26%). Nonostante l'elevata qualità , i prezzi all'ingrosso non aumenteranno, per consentire una maggiore capacità competitiva sui mercati nazionali e internazionali. Si registra, inoltre, una tendenza al ribasso dei prezzi, sia dei vini bianchi che di quelli rossi, ed in alcuni casi - per i vini meno richiesti dal mercato - il ribasso del prezzo è del 35%. Secondo Assoenologi, nei prossimi anni lo sviluppo del settore vinicolo si giocherà sulla capacità di individuare e conquistare nuovi mercati esteri. Sarà una battaglia difficile, perché i concorrenti stranieri aumentano e sono sempre più aggressivi.

LA CONCORRENZA PIÙ TEMIBILE Spagna: in pochi anni la Spagna è passata da 30 a quasi 50 milioni di ettolitri e le sue esportazioni sono cresciute del 10%; Australia: in dieci anni ha quasi triplicato la sua superficie vitata e oggi produce 15 milioni di ettolitri di vino all'anno, dei quali 65% sono esportati, con quattro aziende che fanno il 70% dell'imbottigliato; Cile: in pochissimi anni è passato da 4 a 7 milioni di ettolitri, di cui esporta il 60% che diventerà il 75% entro il 2005. Le aziende vinicole cilene sono 96, delle quali 80 lavorano solo per l'esportazione.

PREVISIONI Assoenologi saggiamente sentenzia: "avranno più possibilità coloro che, forti di un minimo di massa critica, sapranno calibrare il giusto rapporto qualità/prezzo e che alla qualità del prodotto sapranno affiancare un'adeguata immagine, basata non tanto sul biglietto da visita, quanto sulla consistenza dei vigneti e sull'efficienza delle strutture produttive che il consumatore, sempre di più, intende come giusto equilibrio tra tradizione ed innovazione".

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