Mercoledì, Febbraio 08, 2012

Primitivo Spirito di Vino

27 gennaio 2006:

Presentato a Taranto, presso la Camera di Commercio, il primo spot pubblicitario della Arcas Cinema sul vino più rappresentativo di Taranto e forse di tutta la Puglia: il Primitivo. Tema della conferenza: "Vino e Salute" presentazione del primo spot sul Primitivo di Manduria, a cura di Arcas Cinema Presiede i lavori: Raffaele Castellano, direttore artistico di ARCAS Cinema. Introduce i relatori: Giuseppe Mazzarino, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.

Relatori: Dott.ssa Mariella Frullo, enologa, presidente dell'Associazione Culturale Mare di... Vino, Taranto Dott. Giovanni Iacovelli, Medico Chirurgo, storico della Medicina Interventi di: Archita di Serio, Presidente regionale Arcas Marcello Testai Presidente Nazionale ASSOCRAL Italia Raffaele Castellano, Presentazione Spot Primitivo Spirito di Vino, Arcas Cinema Dott. Erario, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Moderatore: Giuseppe Mazzarino

La cultura del vino è strettamente collegata al territorio, di cui ne è una risorsa e ancor più rappresenta e testimonia nel tempo l'identità di un popolo. Dal Lazio alla Sicilia, dalla Toscana al Piemonte, dalla Puglia al Veneto e così via, ogni stagione pullula di manifestazioni culturali legate all'enologia. Di ciò ne è testimone, tra gli altri, anche il Primitivo di Manduria. La dott.ssa Frullo esordisce con uno slogan quanto mai veritiero: "Il vino è vita ed è vitale". Il vino è infatti un elemento vivo in continua evoluzione. E' anche una bevanda simbolica, alimento energetico e merce di scambio. Elemento essenziale nelle funzioni socio-religiose. Negli anni Novanta il consumo di vino subì un notevole declino, perché era intesa come bevanda marginale legata al mondo contadino. Bere deve essere un'arte che si attiene a due regole fondamentali: la misura ed il buongusto. Nel vino c'è tanta poesia e amore, lavoro di tanti uomini e donne. La brava enologa continua il suo intervento, focalizzando l'attenzione sugli aspetti tecnici del vino, la sua composizione ed i processi di vinificazione, insomma tutto quello che concerne la "chimica" del vino. Il Vino è una bevanda alcolica ottenuta esclusivamente dalla fermentazione alcolica (totale o parziale) di uva (frutto della vite) pigiata o no, o di mosto d'uva. Ma le conclusioni sembrano lanciare la sfida del futuro: il vino prodotto da vitigni autoctoni, perché ogni vino appartiene alla sua terra. La relazione del dott. Giovanni Iacovelli, medico chirurgo e storico della medicina, nonché vice Presidente dell'Accademia di storia dell'Arte Sanitaria di Roma, suscita tra i presenti grande interesse e sorpresa, ricca come è di curiosità relative all'utilizzo del vino nella medicina dell'antichità. Il vino fu il primo anestetico e disinfettante. La medicina ippocratica recitava: la tua medicina sia il cibo, il cibo sia la tua medicina. Il dott. Iacovelli parte dalle origini, dalla vitis vinifera, risalente al neolitico da 6000 a 4000 anni a.C. Il rapporto millenario tra vino e salute, sancito dal detto "Il vino fa buon sangue", viene delineato con una serie di riferimenti storici e letterari. Già Noè, scendendo dall'Arca, coltivò la pianta della vite, produsse il vino e ne bevve tanto da inebriarsi. I riferimenti spaziano dall'epopea di Gigalmesh, re di Uruk ("Passeggiando per il giardino incantato, Gilgamesh giunse sulla riva del mare, dove trovò la casa di Siduri, la donna della vigna, colei che faceva il vino. La donna sedeva nel giardino con la coppa d'oro e i tini d'oro che gli dei le avevano donato. Non appena vide Gilgamesh, si spaventò, perché egli era sporco e coperto di pelli, e corse a nascondersi in casa. Ma Gilgamesh infilò rapido il piede tra lo stipite e la porta: ― Fanciulla che fai il vino, perché spranghi l'uscio? Abbatterò il tuo uscio e sfonderò la tua porta, io sono il re di Uruk, quel Gilgamesh che ha ucciso Humbaba e il Toro del Cielo") fino alla medicina assiro-babilonese, amministrata da sacerdoti e maghi con la testa rasata, i quali organizzavano esorcismi e libagioni per curare le malattie provocate dai demoni. Presso gli Egizi il vino era la bevanda dei ricchi e dei potenti. Come si evince dai papiri medici, in particolare dal Papiro di Ebers del 1550 a.C., la funzione di farmacista veniva generalmente svolta dai sacerdoti e dai medici. Le medicine erano tutte a base di grasso, acqua, latte, vino o birra, ai quali si aggiungeva, per renderli più graditi, un po' di miele. Il vino era presente in Egitto come eccipiente nella strana farmacopea egizia:

  • come anestetico
  • disinfettante di ferite e piaghe
  • utilizzato nei riti di imbalsamazione

Ma la civiltà che diede maggior lustro al vino fu l'antica Grecia, tra cui il dio Dioniso del panteon greco, che diventò Bacco (dio ambiguo e bizzarro), le cui sacerdotesse allietavano con il tamburello, ballando e suonando durante le feste dionisiache (o baccanali). O ancora il Simposio di Platone, seguito da numerosi altri esempi appartenenti al mondo greco, mentre con Ippocrate nel IV secolo a.C. i riferimenti all'utilizzo del vino in medicina sono molteplici come anche nel II secolo a.C. nel "De Materia Medica" di Pedano Dioscoride. Anche i Romani utilizzarono il vino come anestetico e disinfettante, mentre con Orazio e Virgilio il vino entra nel regno della poesia. Nelle Georgiche Virgilio descrive la viticoltura come la più difficile delle "arti" agricole, mentre Orazio nel Carpe Diem canta il vino quale rifugio e sollievo per i mali della vita, elemento di equilibrio e misura della felicità. Nel Medioevo il vino assume valore simbolico come sangue di Cristo, ragion per cui nei conventi si conserva la cultura del vino. Vino ancora come status simbol sulla tavola dei ricchi, dei potenti e degli ecclesiastici (Bacci De Naturali Vinorum).

Ritornando all'uso del vino in medicina, Iacovelli fa riferimento alla scuola medica salernitana nata per l'appunto a Salerno nell'anno 1000, che fu la prima in Occidente con la denominazione "Regimen Sanitatis", in cui si descrivono i tipi di vini e le modalità del bere: fortia, formosa, fragantia, frigida, fusca. Nel Settecento Giovanni Battista Davini scrisse "De potu vini calidi" libro raro (1725), una dissertazione sull'utilità terapeutica o meno di ricorrere alle bevande ed ai bagni caldi o freddi. Il vino e salute nei tempi moderni ha un ruolo principale nella prevenzione delle malattie dell'apparato cardio-circolatorio. Il vino ha infatti effetti protettivi sui vasi (ricerca Jama del 2000).

L'ultima ricerca dell'Università di Yale, ha evidenziato su un campione di 2.800 anziani over 60 che il vino riduce il rischio di scompenso cardiaco. Le ricerche sugli effetti del vino sulla salute umana sono state condotte anche dall'Università La Sapienza di Roma, dal CNR e dall'Istituto Superiore della Sanità. I risultati si concentrano sugli effetti del resveratolo (composto naturale presente nell'uva), nonché sostanza antivirale che, assunta nella misura di 70-80 gr. al giorno (corrispondenti al famoso bicchiere di vino quotidiano), è utile all'organismo come complemento del pasto, favorisce la digestione con sole 7 calorie e ritarda l'invecchiamento. L'intervento del dott. Iacovelli si chiude con una serie di detti, più o meno famosi, saggiamente commentati: se è vero che "il vino fa buon sangue" è vero anche che "il vino è buono per chi lo sa bere" e ancora " Se vuoi vedere il medico dalla finestra, bevi un bicchier di vino prima della minestra".


L'evento si chiude con la presentazione e la proiezione del primo spot pubblicitario sul Primitivo, vitigno e vino principe dell'enologia tarantina. Lo spot è stato ambientato presso l'Hotel "Il Grillo" sulla Litoranea Salentina e realizzato dalla ARCAS Cinema. Il soggetto scelto per veicolare il messaggio pubblicitario è quello di affiancare il vino alle bellezze femminili mediterranee e, conseguentemente, il tema della passione tra un uomo ed una donna. E' infatti messa in scena una dimensione surreale, in cui il desiderio del vino è mediato dalla bellezza di una donna. Certamente lo spot, nella sua progettualità, è risultato essere un'idea originale, sebbene un esperimento con tutto ciò che comporta un primo assoluto approccio al tema, tra cui l'evidente inesperienza degli attori, ma che è stato peraltro premiato dalle Istituzioni, tra cui la Provincia di Taranto, che ha deciso di acquistarlo e farlo diventare uno spot istituzionale, con il patrocinio e la sponsorizzazione della Camera di Commercio di Taranto. Il progetto è stato finanziato da alcune cantine produttrici di vino Primitivo, prima fra tutte Il Consorzio del Primitivo di Manduria.

 

Il video spot è stato pubblicato sul sito: http://www.arcascinema.it/index.htm --->> News: Video Primitivo Spirito di Vino

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